La leggenda Salto del Livio, morto per amore gettandosi dalla rupe

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MITI E LEGGENDE

La leggenda del Salto del Livio

Leggenda del salto del Livio - Strada

Foto di Alexandra Rosati

Ogni luogo ha le proprie leggende legate a personaggi più o meno reali, che hanno dato origine a racconti nei quali realtà e fantasia si fondono insieme. Alcune sono facilmente rintracciabili, anche su internet, altre sono state tramandate solo per via orale. Un po’ come quando non tutti sapevano scrivere e si raccontavano storie avvolte dal mistero, di padre in figlio. Tra le leggende di Orvieto ce n’è una che appartiene alla seconda categoria: la leggenda del Salto del Livio. Una storia molto antica che è giunta fino a noi grazie ai nostri nonni e ai loro antenati che l’hanno tenuta in vita.

Leggende di Orvieto - Strada del salto del Livio

L’antica leggenda del salto del Livio 

Intorno all’anno mille, nel quartiere Serancia, in un sontuoso palazzo abitava una famiglia romana di ricchi commercianti. Erano anni di lotte continue tra le varie fazioni per il dominio della città. Fra le grandi casate che risiedevano a Orvieto in quegli anni c’erano anche i Medici, i Saracinelli e gli Alberici. Ma lotte e conflitti spesso si animavano anche all’interno della stessa famiglia. Fu questo il caso di quella di Livio, spaccata in due rami sempre in contrasto tra loro. Livio era il primogenito di uno dei due. Di animo nobile il giovane non tollerava nessun genere di sopruso. Per questo motivo era spesso in lite con i prepotenti cugini dell’altro ramo della famiglia. Durante un ricevimento che li riunì tutti, probabilmente un matrimonio, Livio conobbe una bella fanciulla invitata per l’occasione. Anch’ella romana e curiosamente di nome Livia. I due si innamorarono a prima vista l’uno dell’altra.

Leggende di Orvieto: il Salto del Livio

Amore e morte

Il grande amore tra i due giovani era però destinato a un triste epilogo. C’è chi sostiene a causa di una profezia, chi per pura invidia, fatto sta che la povera ragazza fu uccisa dai cugini. Essi approfittarono di un nuovo banchetto, al quale venne invitata da Roma, per avvelenarla mentre Livio era assente. Morì dopo tre giorni di agonia fra le braccia del suo amato, che nel frattempo aveva fatto ritorno. Distrutto dal dolore accompagnò, col suo seguito armato, il carro funebre ricoperto di fiori bianchi che la ricondusse a Roma per la sepoltura. Rientrato a Orvieto, assetato di vendetta, affrontò i cugini a duello uccidendoli entrambi. Ciò non servì a placare la sua disperazione, che lo spinse a gettarsi dalla rupe, compiendo un salto nel vuoto sotto il proprio palazzo. Il suo feretro fu trasportato a Roma, sepolto accanto alla donna che in vita avrebbe preso in sposa.

Leggende di Orvieto - Il salto del Livio e l'anello della rupe

I fiori della sposa

Questa è senza dubbio la più romantica e struggente delle leggende di Orvieto. Si narra che Livio venne ritrovato morto, ma con la mano sinistra che ancora stringeva un rametto di biancospino, soprannominato i ‘fiori della sposa’. La cosa suscitò molto stupore, perché quando morì non era stagione di fioritura per quel tipo di pianta. E oggi si racconta che ogni anno, alla ricorrenza della morte di Livio, da qualche parte in quella zona c’e’ sempre un biancospino che fiorisce fuori stagione. Chi vuole respirare un po’ di questa leggenda non deve far altro che andare a passeggiare lungo l’anello della rupe. A un certo punto, poco distante da Porta Romana, incontrerà una salita tra le più ripide: la strada del Salto del Livio. La Piaggia fu battezzata così proprio in seguito al gesto disperato che il giovane compì per raggiungere altrove la sua amata.

Leggende di Orvieto - il biancospino e il salto del Livio

Si ringraziano il Prof. Andrea Caponeri, la Sig.ra Ele Verzini e il Sig. Piero Cambi per il loro contributo alla stesura dell’articolo. (L’autrice)

La leggenda del Salto del Livio ultima modifica: 2019-05-03T09:00:55+02:00 da Alexandra Rosati

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